mercoledì 19 agosto 2015

Regola numero 2: il ginecologo è uno stato mentale




La scelta della ginecologa o ginecologo, come preferite, è tanto importante. È importante quasi come la scelta del partner o del parrucchiere. Bisognerebbe scegliere quello che più si addice al proprio carattere. Dovrebbero esistere dei portali come quelli di incontri, stile Meetic, per abbinarsi il ginecologo.  Se fa più al caso tuo quella del terrorismo psicologico sulla toxoplasmosi (alla toxoplasmosi sarà dedicato un capitolo a parte fatto di male parole), quella che spalanca gli occhi ad ogni sintomo, perché ti senti tutelata anche dalle catastrofi aeree, allora ben venga. Se preferisci la dottoressa fricchettona, pur di mangiarti la trippa, allora va bene. Io ancora non ho capito cosa si può fare o cosa, no. Ci sono donne che vivono con i guanti in borsa, altre che zappano fino al nono mese. Non lo so. Se ti rassicura, in questo caso, contatta pure Fragola82.


L'inizio: regola numero 1. Farsi le proprie Beta.

Chiarimento.
Com’è cominciata io non saprei: il test di gravidanza.
                              
Quando fai il test di gravidanza te lo aspetti. Te lo stavi aspettando già da prima del ritardo quindi è inutile che vai in giro a raccontare che davvero non ci credevi.  Il massimo che ti posso concedere e che “ci credevi ma non ci speravi”.  Io mi sono fumata una sigaretta. Immaginavo che sarebbe stato l’ultima giornata insieme alla nicotina. Positivo.  Poi ho fatto un secondo test. Altra sigaretta. Positivo. Poi sono andata al centro analisi a farmi le Beta (ovviamente altra sigaretta perché potevano essere tutti falsi positivi, in fondo).







BETA HCG O “LA BETA”, PER GLI AMICI.
Questo ci tengo a specificarlo soprattutto per le frequentatrici dei forum “al femminile”. La cosa più sensata da fare, la più ragionevole diciamo, quando il risultato del test è positivo, oltre a fumarvi l’ultima sigaretta e farvi un rum e cocaina, probabilmente è quella di recarvi in un laboratorio di analisi per controllare i valori delle Beta, l’ormone della gravidanza. Vi assicuro che è vagamente più attendibile che entrare in un forum, magari creando un account al momento, per lasciare un messaggio tipo “RAGAZZE HELP ME: fatto test di gravidanza, positivo…potrei essere incinta?”
Altra specificazione. Quando vi esce il valore della Beta, al lato ci sono dei numeretti indicativi dello stato di gravidanza e del periodo. Dopo di che la cosa più sensata resta sempre quella di telefonare ad un ginecologo, uno di quelli che la ginecologia l’ha studiata per 10 anni, per intenderci. Ultima cosa da fare e andare su un motore di ricerca per poi trovarsi all’interno di un forum a leggere o peggio ancora scrivere cose come “RAGAZZE HELP ME: fatta la Beta, il risultato è 152. Al lato mi segna “seconda-terza settimana di gravidanza” ma una mia amica però alla terza già era a 290…è possibile? Sono incinta?”
E veniamo al punto. Questi messaggi generalmente terminano sempre con “la ginecologa mi ha detto di ripetere le Beta tra una settimana…ma io non ce la faccio!”
Ecco. Lo stai facendo male e te lo dico con tutto il cuore. Nove mesi sono lunghi. Si chiama “attesa” (il “dolce” davanti levatecelo perché ce lo avrà aggiunto di sicuro un uomo, lo stesso che ha scritto le linee guida per il cesareo). 
Nessuno te lo dice, né i giornali, né la tv, né tua mamma. Te lo dice la ginecologa, con tanta sicumera, alla prima visita “la gravidanza alla fine dura 10 mesi, non 9…41 settimane”. Puoi accorciarli mentalmente come vuoi tu, seguendo strane tabelle mentali o riciclate dal web. Lo so, ci sono passata e ci passo ogni volta pure io. Come quando avrei speso 500 euro di strutturale per farla una settimana prima della data prevista, privatamente, disposta a tutto, prostrandomi a terra, accusando mio marito di non avere un cuore (ma fortunatamente ha un cervello ed è rimasto impassibile). È difficile aspettare, ma purtroppo è l’unica cosa richiesta in questo periodo (oltre a limitare quanto più possibile ogni istinto di autodistruzione, come il ripieno fritto). Se la ginecologa ti ha detto di aspettare devi solo fare questo. Se ti ha detto di ripeterlo tra una settimana allora che una settimana sia. Quindi lascia perdere i commenti sul forum di Fragola82 che ti racconta le Beta di sua cognata che ha le ovaie policistiche. Non confrontarti mai su Beta e sintomi. Regola numero 1. Farsi le proprie Beta.



TUTTO QUELLO CHE LE DONNE (PURTROPPO) TI DICONO - LA GRAVIDANZA NEI PRESSI DI MIANO




Tutto questo nasce da una ricerca. Non una ricerca scientifica o interiore. Nasce dalla ricerca di un blog informativo che racconti l’esperienza della gravidanza. Per spiegarmi meglio, questa ricerca nasce proprio dal fatto che sono andata sul motore di ricerca e ho scritto “blog gravidanza”. Dopo di che uno tsunami di nozioni inutili. Sì, perché è tutto inutile. Non c’è niente di più soggettivo che qualsiasi episodio si manifesti nei paraggi di due ovaie e non c’è niente di più arbitrario delle informazioni pseudoscientifiche che si trovano in rete. Vi capiterà di leggere cose come: sei alla 20esima settimana, adesso il tuo piccolo è lungo 25 cm e pesa 400 gr; ma anche: sei alla ventesima settimana, adesso il tuo piccolo è lungo 15 cm e pesa 300 gr, più o meno come una banana. Lasciando stare che probabilmente le banane prese in riferimento sono quelle di Chernobyl, bisogna abituarsi sin da subito all’utilizzo delle frutta come accostamento per immagini non sempre idilliache: il tuo utero adesso è come un grosso pompelmo e tra qualche mese sarà un grosso cocomero.
Ma questo è davvero niente in confronto a quello che ti verrà detto di persona. Sì, perché se sul web trovi una buona dose di cazzate, se parli con le altre donne, chi l’ha fatto da poco, chi lo ha fatto un secolo fa e chi non lo ha fatto ma lo ha letto e lo ha rielaborato, le cazzate le svenderai in saldo al mercatino dell’usato. Tutto questo per dire che alla fine di questa estenuante ricerca di notizie inutili sono giunta alla conclusione che le informazioni inutili le volevo raccontare io. Non tanto perché ho il desiderio di essere di aiuto a qualcuno all’infuori di me (scordatevelo), ma perché è importante liberarsi di tutto “quello che le donne ti dicono”. E in fondo, ciò che posso dire ad oggi della mia gravidanza e di quelle a cui ho assistito è che il racconto degli eventi che si scatenano al di fuori di te quando sei incinta, spesso è molto più interessante e involontariamente divertente di quello che succede al tuo interno. Senza offesa per il vostro “patatino” o la vostra “principessa-farfallina” che vi starà riempendo sicuramente la vita già di grossissime soddisfazioni, tipo schiacciarvi i polmoni.
Giunta quasi al termine di questo straordinario viaggio nel mondo dell’emotività e dell’irragionevolezza, di seguito riporto alcune esperienze acquisite nel tempo e di cui ho fatto tesoro.
Breve prefazione.
Giusto due righe. Se pensavi di fare come i vecchi bei tempi, quando la gravidanza era considerata quasi una malattia, quando le donne si lamentavano di pseudo sintomi, dolori lancinanti, non sollevavano oggetti, e soprattutto mangiavano per tre, scordatelo. Adesso la ginecologia ha fatto passi da gigante. C’è una soluzione a tutto. Puoi fare esattamente quello che hai sempre fatto. Puoi farlo anche meglio. E giusto per intenderci, la prima cosa che ormai fa un medico quando gli dici che sei incinta è metterti a dieta. Spietati, come solo su Realtime sanno essere, presto ti chiederai se sei in attesa di un figlio o in un campus americano per bambini ciccioni. Rassegnati. Purtroppo la scienza va avanti anche se tu resti indietro.  




lunedì 26 maggio 2014

SCOPRI COME CONQUISTARE UN LAVORO CHE NON AVRESTI MAI VOLUTO FARE E TENERTELO STRETTO (TUTTO QUELLO CHE LE RIVISTE PATINATE NON DICONO)


Se sei alla ricerca di qualsiasi cosa che possa garantirti la possibilità di non mendicare fuori una chiesa di domenica mattina e che i più chiamano “lavoro”, allora segui queste poche indicazioni. Solo mantenendo l'atteggiamento giusto conquisterai il tuo capo. E ricorda che la frustrazione è alla portata di tutti, devi solo crederci.













CURRICULUM

Posto che daremo per assodato che anche tu sappia che non è davvero una brillante idea scegliere come foto del c.v. quella dell’Erasmus con una bottiglia da mezzo litro di San Miguel in mano, ricorda che l’importante non è quello che hai fatto nella tua vita per arrivare alla disoccupazione, ma quello che sei disposto a fare per uscire dal tuo stato di indigenza.





FLESSIBILITÀ

La parola chiave è flessibilità. Talvolta affiancata a “dinamicità”. Al tuo datore di lavoro non interessano affatto i tuoi interessi e le tue altre capacità, le tue inclinazioni e le tue attitudini, perché non è tua mamma(nel caso tu abbia avuto un’infanzia felice, eh!), quindi non perdere tempo con cose tipo “spiccato senso di organizzazione, capacità di integrazione in gruppo, senso del ritmo, finalista alla Prova del cuoco”. Piuttosto, fagli subito presente che sei disposto a continui cambi di orario, a lavorare fino a tardi, alzarti prima per portare i suoi figli a scuola, lucidargli la cristalleria nel tempo libero, etc. Questo e tante altre cose che con il tuo lavoro non hanno niente a che vedere, figuriamoci con la tua dignità. 







GRATITUDINE 

Nel caso fossi ancora legato all’idea romantica che in fondo il rapporto lavorativo sia uno scambio alla pari perché tu hai bisogno di lavorare e il tuo datore di lavoro ha bisogno di qualcuno che lavori per lui, allora sovverti tutto l’ordine di quanto fino ad ora considerato, dimentica Hegel e 200 anni di filosofia e memorizza solo un concetto: se stai lavorando è perché ti stanno facendo un favore. Quindi partendo da questo assunto cerca di non avere richieste anomale, aspettative e sogni di gloria perché veramente con la crisi che ci sta e  gli stagisti che lo fanno gratis, ringrazia Dio solo del fatto che non tu non venga preso a calci in culo tutti i giorni. La verità è che prima interiorizzi questo concetto e prima raggiungerai uno stato di grazia e un volto rilassato tipo Paola Ferrari alla 380esima seduta di botox.

LA TUA VITA VA SEMPRE A ROTOLI. 

Un punto davvero fondamentale. Non mostrarti mai felice. Il tuo datore di lavoro potrebbe insospettirti e arrivare a pensare che forse ti paga troppo o ti fa lavorare poco perché quell’aria serena davvero non riesce a spiegarsela. Di seguito alcuni modelli di risposta da poter dare per evitare ulteriori seccature.

Ah, ti sei comprato l’iphone 5?
No, veramente è morta mia nonna e prima di morire mi ha dato 700 euro e mi ha detto “va a comprare un Iphone buono così ci facciamo l’ultimo selfie". Purtroppo non ho fatto in tempo.

Ma sei abbronzato, sei stato al mare?
No, veramente è una forma di psoriasi molto rara, ma non si mischia, tranquillo, solo che scurisce la pelle fino a che poi non se ne viene proprio, tipo tra una settimana… guarda non me lo dire, sto facendo il giro di tutti i dermatologi d’Italia.

Che hai fatto questo week-end?
Ah, davvero era il week end? Non me ne sono accorto perché ho dovuto scartavetrare la muffa dalle pareti di casa mia, che non è mia eh, sono in affitto, ed essendo un piano ammezzato senza elettricità è un po’ umido, poi dopo per tutte quelle inalazioni è morta mia nonna (funziona sempre) e quindi, non ti dico, un casino.

VAGHEZZA

Non dare troppe spiegazioni o informazioni sulla tua vita. Sarà tutto usato contro di te. Quindi tu non sai bene che farai domani, dove ti trovi, chi sono i tuoi genitori, quante sono queste? etc. Come un una sorta di trauma cranico che ogni mattina ti si ripropone.

PAZIENZA

Ecco poi il punto fondamentale. Porta pazienza. Quando ti sentirai dire cose tipo “oggi fai mezza giornata”, perché hai fatto 12 ore invece di 13 e te ne vengono pagate 8 (la matematica è davvero un opinione, lo scopri troppo tardi), sopporta e datti un pizzico sulla pancia. E ripetiti questo mantra di origine indiana, alla base del viver bene e in armonia: “prima o poi un guaio lo passerai pure tu e io sarò lì, come il cattivo dei film, a calpestarti le dita mentre ti mantieni a stento con le mani per non cadere nel baratro".
Forse servirà a poco, ma magari sopporterai meglio i lividi che ti sarai procurato sulla pancia.

Se seguirai questi pochi punti, sta’ sicuro che andrà tutto per il meglio e che potrai comunque "non arrivare" a fine mese, ma farlo con un lavoro. Così che qualcuno potrà sempre dirti: "almeno tu un lavoro ce l’hai." Che culo.


lunedì 15 luglio 2013

Tutto ciò che è Real(Time) è razionale - seconda parte. Lo Zeitgeist nei pressi di Miano


Poiché è facile perdersi nel lungo cammino della conoscenza e visto che a furia di pigliarsela in maniera inutile e controproduttiva solo con Calderoli  e con gli F35 uno pure impazzisce, abbiamo deciso di riprendere un vecchio discorso che probabilmente non sarà mai esaurito e che troppi ancora sottovalutano. 
Perché canale 31 è sempre lì, ed è pronto ad offrirvi la più vasta panoramica sui disagi mentali e fisici di questa società. Siete ancora in tempo (non come Nina Moric). 

Di seguito una brevissima panoramica incompleta di quello che potrebbe succedere e accadere nella vostra vita (nella migliore delle ipotesi, solo in quanto spettatori).



Paint your life


Sinceramente qui nessuno si vuole fare arredare l'appartamento da Renzo Piano, ma nemmeno farsi una camera da letto come se la fanno i barboni a Piazza Garibaldi o fuori al San Carlo (con tutto il rispetto per Roberto Bolle). Abbiamo capito che ci sta la crisi, ma farsi il comodino con le lattine della birra scadute o la spalliera del letto con le spillatrici rotte dell'ufficio ci sembra un po' troppo. Senza contare che Barbara che spiega il procedimento per rendere la propria casa bella e funzionale come la discarica di Taverna del Re, con le musichette stile Albero Azzurro in sottofondo, è una botta di vita che nemmeno la semi-finale a eliminazione diretta del Torneo di scala 40 vi regalerebbe.










In cucina con Buddy


Ha fondato il suo impero su torte di 15 piani, di cui solo il 20% è commestibile e di quel 20% il 18% è letale, contemporaneamente intesse rapporti morbosi con gli altri componenti della sua famiglia italo-americana. Oltre a fare ciò conduce un programma di cucina incentrato sulle ricette italiane, la dieta mediterranea e le sue origini di cui non sa assolutamente nulla, perché il burro di arachidi nella parmigiana di melanzane nessuno ce l'ha mai messo, tanto meno è stata mai concepita l'amatriciana con il bacon dolce o il pancake cigoli e ricotta. Ogni puntata invita un parente stretto o alla lontana con cui conserva ottimi rapporti ma la verità e che tutti i cugini e le sorelle sperano che schiatti quanto prima così da ereditare l'azienda di famiglia e lo spazio televisivo. Quindi mentre lui si mangia il gelato allo strutto fatto in casa, loro fanno solo finta di masticare e lo sputano di nascosto.









Clio Makeup


Quando vedi Clio per la prima volta, pensi di essere capitata a Ma come ti vesti? e ti auguri che al più presto Enzo Miccio esca a darle una capata in faccia, a strapparle la tovaglia della nonna che si è messa addosso, a liberarle gli avambracci soffocati nelle maniche a tre quarti così  da porre fine a tanta sofferenza. Clio ha una funzione educativa poiché con lei impari a bruciarti un quarto dello stipendio da Kiko e a truccarti come Platinette al carnevale di Rio, così quando esci i tuoi amici ti sfottono e allora la prossima volta prima di metterti il primer verde da sola ci pensi. Che poi non si capisce perché dovresti spendere 1000 euro tra piegaciglia di diverse dimensioni e correttori che vanno dal rosa salmone al viola malaria, e poi quando si tratta di mettere una crema in faccia, lei ti fa vedere come farla in casa con i cetrioli, il miele e la farina, giusto per fare la cucina una chiavica.









Gordon Ramsay


Lo schema è sempre lo stesso. Un ristornate sull'orlo del fallimento contatta lo chef Ramsay per farsi aiutare e risollevare le sorti della propria attività. Poi però quando Ramsay dispensa consigli utili come quello di non servire il cibo avariato, la carne scaduta, il pollo con l'aviaria, loro si incazzano e  lo abbuffano di male parole. Lui non è che porge l'altra guancia ma anzi li fa una chiavica peggio di prima (scene da Quartieri Spagnoli inoltrati, quando la signora del piano di sopra ha steso i panni ed è gocciolato nell'ingresso del vascio della signora di sotto), fino a quando poi non scoppiano tutti a piangere e scoprono di odiarsi a morte ma capiscono che se non si vogliono trovare a vendere i calzini a via Toledo forse è il caso di salvare le apparenze e di fare come dice lui. Uno spaccato di vita quotidiana e di remota periferia americana che pure Cristo si sarebbe volentieri risparmiato.











24 ore in sala parto




Se questo format televisivo fosse stato prodotto un po' di tempo fa a quest'ora l'umanità sarebbe prossima all'estinzione e quindi le cose andrebbero di gran lunga meglio. 
Ma purtroppo gli americani ci sono arrivati tardi.
L'ospedale è di cartongesso color pastello, che il camper ideato dalla Mattel per Barbie è più affidabile; le partorienti vengono chiuse in una stanza, si fanno una giornata di travaglio doloroso e alla fine nasce un cinghiale mai sotto i 4 kili e mezzo, che il padre nemmeno riesce a tenere in braccio e che non vuole riconoscere. Nella migliore delle ipotesi a farle partorire sono infermiere o ostetricie ma ti può capitare anche il ragazzo del bar, il compare di anello o la guardia giurata, perché in questo ospedale i medici non ci sono e se ci sono escono all'ultimo a tutto solo per dire "guardate come è bello" (che pure la mamma lo dice che in realtà fa impressione). Ovviamente non esiste alcuna vaga concezione di "ambiente sterilizzato", perché infatti al momento del parto ci sono altre 5-6 persone che assistono oltre al ragazzo del bar e al parcheggiatore che vi viene a chiedere di chi è l'Opel Corsa in seconda fila.























martedì 9 luglio 2013

La stagione dell'amore: i matrimoni


Poiché questo è il periodo in cui l’amore deve essere consacrato di fronte a Dio e ai parenti di secondo grado, di seguito riportiamo alcuni punti discutibili dell’unione consensuale di due cuori e una capanna al fine di porre i futuri sposi di fronte a certe consapevolezze (che sembra sempre che si sono scordati di quando gli invitati erano loro) e gli invitati di fronte all’inevitabile. Come ben sapete in realtà è solo per sparlare di gente a caso visto che è molto che non lo facciamo e il nostro metabolismo basilare comincia a risentirne. 





La mamma della sposa

La mamma della sposa è pazza. Forse prima era normale, ma tu questo non puoi saperlo e comunque non ti interessa. Lei non piange per l’emozione ma ha un principio di esaurimento nervoso e poi il crollo definitivo a seguito del taglio della torta, quando quel povero disgraziato del marito si rallenta la cintura e crede che finalmente tutto è finito e si è tolto un altro figlio dal groppone e lei realizza la drammatica riduzione del numero di lavatrici che le impegnavano la giornata. Il consiglio spassionato è di non incrociare mai lo sguardo della mamma della sposa perché altrimenti lei farà dei gesti violenti e improbabili e ti chiederà di spostare il velo dalla faccia della figlia creando il giusto effetto di ombre, di alzarle i 15 metri di strascico con il mignolo, di custodire il bouquet tipo Sacro Graal , di buttare i tulipani appassiti e di andare in Olanda a prenderne di migliori, di comprare la tachipirina perché il lavapiatti ha la febbre, di telefonare al marito per ricordargli di farsi venire l’ansia, di fare sesso con il fotografo perché la sposa si sta ancora ripassando il trucco, di mettere due dita in gola alla testimone perché ha mangiato troppo e darle una dose raddoppiata di Somatoline. La mamma della sposa è violenta e armata (ha un flacone di lacca 500ml nella pochette, che se ci stava ancora Scommettiamo che lei lo vinceva) ed è pronta a tutto.









La piscina


È generalmente posta al centro di un giardino con fine puramente ornamentale e decorativo. Sebbene riconosciamo l’aspetto suggestivo che ha il ritrovarsi con un buon prosecco a bordo di una bella piscina ci preme evidenziare che in quel preciso istante le donne hanno perso l’uso degli arti inferiori e il fondotinta sta ostruendo le vie respiratorie, mentre gli uomini hanno il comodissimo completo fresco lana e la faccia tumefatta per l’effetto sudore sulla barba della mattina. Quindi ritrovarsi accanto alla piscina senza potertisi buttare dentro in quanto a cazzimma è pari solamente al ritrovarsi a digiuno vicino al buffet allestito senza poter prendere ancora niente perché gli sposi sono andati un attimo a fare le foto a Città del Capo.





Il giardino: fattore Autan



Il giardino è davvero una bella pensata però se vi sposate il 25 luglio forse dovreste pensare che ci sono le zanzare tigre, i tafani, le formiche (non quelle normali, quelle enormi che volano e pungono) e che probabilmente una disinfestazione prima potrebbe salvare molte vite umane. Anche perché se vi grattate fino a scorticarvi, le gambe restano macchiate di sangue e se vi vede la mamma della sposa deve necessariamente farvi fuori.



I parenti/amici del Nord



Partendo dal presupposto che nel 90% dei casi sono originari di Reggio Calabria, il parente del Nord è una specie di Enzo Miccio dei poveri, una sorta di life style mancato, il Gordon Ramsay delle Langhe. Il parente del Nord sono 30 anni che va ai matrimoni al Sud ma ogni volta fa la faccia stupita di fronte al buffet, alla macchina della sposa, al fotografo, alla sala cerimonie. Lui finge davvero di non poter credere che al Sud ci sia una tale organizzazione, che tutto sia così pomposo e articolato perché - lui giura - per esempio, dalle sue parti, un amico si è sposato al casello dell’autostrada con un pacchetto di patatine San Carlo e una Peroni. Il parente/amico del Nord femmina, addosso si mette il vestito con cui voi andate al bar della spiaggia a comprarvi il Cucciolone e per l’occasione fa notare che si è truccata perché ha messo il Labello a ciliegia. Il parente amico del Nord è solo un modo per essere sciatti senza sentirsi in colpa.








L’animazione per i bambini



Affidare i propri figli ad adolescenti generalmente vestiti di rosso, con nasi da pagliaccio e cappellini, che provano ad organizzare giochi di gruppo, a farli stare seduti a tavola e a farli correre in maniera disciplinata corrisponde in poche parole a somministrargli una dose di cocaina endovena. Quindi poi non lamentatevi se ve li ritrovate dappertutto, sporchi e sudati, con gli occhi rossi, che si rotolano sul prato. È la loro Amsterdam.








La coppia originale



La coppia originale te la ritrovi seduta al tavolo che non gli va bene niente, perché è tutto convenzionale. Loro se si sposano, quando si sposano, lo faranno sulla spiaggia. Tu alla sola idea di ritrovarti i granelli di sabbia nelle mutande sotto il completo fresco lana hai un sussulto e stringi le chiappe. Loro faranno dei cestini da Picnic, ci sarà un gruppo afro-islandese che alternerà ai ritmi subsahariani la tecno estrema dei paesi atlantici e nel frattempo distribuiranno confetti alla marijuana.  La coppia originale ovviamente non si sposa in Chiesa perché non è che sono atei ma se proprio devono praticare una religione, loro seguono la propria spiritualità che è quello che più o meno faceva Hitler e il Terzo Reich. 









Il matrimonio a tema: il matrimonio anni 30



Cioè, veramente, scusate ma proprio non abbiamo parole. Ma secondo voi, la sorella della nonna che effettivamente gli anni 30 se li è fatti, si è fatta pure la seconda guerra mondiale e tiene l’artrosi, la demenza senile, le cosce gonfie, si può mai subire la vostra libera interpretazione degli anni 30, il vostro vestito Charleston con tutte quelle frange che sembrate il paralume della sua camera da letto, la musica francese improvvisata, la torta di cartongesso a forma di Torre Eiffel, mentre vi mangiate la pasta e fagioli con le cozze servita dentro alla pizza di scarole? Ma per piacere…






È stato tutto perfetto



Considerando che se pure fosse stato tutto perfetto, una cosa malamente da dire sempre si trova, ma comunque secondo voi quando chiedete “siete stati bene, tutto a posto?”, alle 23 di sera mentre uno si piglia la bomboniera e se ne sta andando, vi risponde “no guarda, mi sono fatto la palla, mi sento abbuffato, questi 300 euro nella busta proprio non ci volevano, devo farmi 1 ora e mezza di macchina, mi fanno male i piedi, sono stomacato, domani devo pure lavorare”?

No, così, per intenderci. Auguri.








lunedì 18 marzo 2013

Il Movimento dei pressi di Miano: una scelta di ca...(mpo)





Lo so che probabilmente avrete pensato che nei pressi di Miano abbiamo trovato un lavoro serio a tempo pieno e per questo non discettiamo più di filosofia spicciola. Ma non preoccupatevi, non è così.

Non è nemmeno perché pensiamo che se stiamo zitti sembriamo più intelligenti (vedi Carla Bruni dopo aver sposato Sarkozy).



A seguito dei numerosi consensi ricevuti con conseguente presa di coscienza del livello di disperazione che ci circonda, abbiamo deciso di scendere in campo e di candidarci alle prossime elezioni comunali con un movimento nuovo. La nostra idea portante è quella di eliminare la figura del sindaco in maniera che non ci sia uno che ci mette la faccia e di creare un movimento libero, un movimento indipendente, un movimeto sexy, un movimento sexy.

Non è che siamo degli sprovveduti. L’idea è nata a seguito di interessanti valutazioni che hanno avuto un peso decisivo sulla scelta da prendere, tra le quali:



Siamo giovani;



Siamo del tutto inesperti;



Siamo ignoranti;



Non ci hanno mai sgamato a rubare le cartoline nei negozi di souvenir;



E proprio per questo Noi dei pressi di Miano abbiamo deciso che potevamo essere perfetti per rivestire incarichi amministrativi e politici di rilievo.

Non preoccupatevi, il fatto di essere giovani e inesperti non sarà garanzia di incorruttibilità. Infatti noi dei pressi di Miano saremo sempre ben disposti a venderci la mamma per quattro soldi, in maniera tale che il cambiamento non risulti drastico e radicale, cosa che in genere intimorisce sempre le masse.

Il nostro programma politico e di rinnovamento per questa città è ancora in bozza ma abbiamo il piacere di esporre alcuni dei suoi punti in anticipo, così da alimentare un dibattito con gli elettori di cui non ci interessa assolutamente niente, tantomeno l’opinione, ma l’importante è dare un percezione errata di democrazia a chi non ha nessuna idea di che cosa essa sia.



1) Smantellamento di Via Toledo

La nostra idea è quella di sradicare le uniche 4-5 lastre sane in Via Toledo e di gettarle da qualche parte in maniera da ricostruire una strada principale che sia completamente sterrata e intaccata e da poter così reintrodurre le carrozze, i cavalli e i cappelli a falda larga.



2) Eliminazione della circumvesuviana e della cumana.

Se non vivi a Napoli centro non puoi lavorare o studiare a Napoli centro. Rassegnati e trovati un lavoro dalle parti tue e se non lo trovi emigra che tanto siamo troppi.



3) Sdoganamento della camorra.

Abbiamo pensato di creare una sezione all’interno del comune appositamente per loro sotto forma di sportelli, in maniera da poterli consultare più agevolmente (sia noi che i cittadini) e scendere a compromessi senza dover fare kilometri.



4) Roghi strategici 

Siamo seriamente intenzionati a dare fuoco a tutte le istituzioni che rivestono un ruolo culturale di rilievo all’interno della città e che si trovano in una situazione economica difficile perché così eliminiamo il problema alla radice e chi si è visto si è visto.



5) Lotta alle vittime della microcriminalità



Galera per tutti i turisti e non, vittime di scippi e rapine, perché se ti metti il Rolex quando vieni a Napoli o usi l’iphone5 per i vicoli la sera, tieni la cazzimma e te lo meriti.



6) Autoflagellazione da movida

Onde evitare di essere presi a sprangate di sabato sera da gruppi di ragazzini incensurati, riteniamo opportuno applicare la pratica dell’auto flagellazione in maniera tale da procurarci dei trauma cranici autonomamente e nel grado di intensità che più preferiamo. L’attività ricreativa dovrà svolgersi durante i fine settimana, nei luoghi di maggiore attrattiva per i giovani e prevedrà per i più bravi anche un ricovero al Loreto Mare con conseguente decesso.



7) American’s pac. 



L’importantissima manifestazione si svolgerà a Napoli e prevede una due giorni di zeppole e panzarotti gratuiti fino a quando non si raggiungerà un livello di obesità degno di nota. La manifestazione attirerà una gran quantità di turisti che con i loro Rolex faranno girare l’economia.



8) Quartiere a luci rosse.



 A noi l’idea era piaciuta molto quindi abbiamo pensato di creare una piccola Amsterdam all’interno dei quartieri spagnoli: la droga c’è, le donne con tutto da fuori pure e quindi non dobbiamo fare proprio niente.



9) Estensione della Ztl. 



Abbiamo intenzione di estendere la zona a traffico limitato anche ai pedoni poiché è evidente che il problema non è la ‘macchina’ ma quelli che ci stanno dentro.



Questi a occhio e croce i primi punti che riteniamo di poter realizzare durante la nostra amministrazione. Per il resto, tutto quello che ci sentiamo di dirvi è che se ci votate, vi restituiremo i soldi dati ai parcheggiatori abusivi di Via Bellini e di Via Costantinopoli così potrete pagarci l’Imu.